Cerca nel blog

giovedì 23 settembre 2010

Splende il sole sull'Avesani

di Enrico Cavallini
foto Playfull

Dopo una sequenza di edizioni cariche di pioggia, freddo e neve sul Baldo, la 12^ edizione ha visto un cielo terso e un fantastico sole capeggiare sugli ottocento ciclisti che si sono incontrati nella sempre affascinante piazza Brà a Verona. E' l'ex-pro abruzzese Luca Fioretti a vincere in volata il percorso rosso, mentre la De Col vince la femminile. La "medio" va a Orsucci e alla Ilmer, mentre sul corto vincono De Vittorio e la Gazzini.


La partenza da piazza Brà (Foto Enrico Cavallini/Play Full Nikon)
VERONA - Chi lo avrebbe mai detto che domenica 19 settembre mattina, il cielo terso avrebbe mostrato un meraviglioso sole?

Questa è stata la piacevole sorpresa che hanno trovato gli ottocento ciclisti giunti a Verona per prendere parte alla 12a edizione della Granfondo Avesani, la classica di autunno del granfondismo nazionale.

Il lavoro di organizzazione "certosina" del quale è stata capace l'associazione La Scaligera, capeggiata da Luigi Ballini, "deus ex machina" dello sport amatoriale veronese, si è notato fin dalla prima mattina.

Piazza Brà è di per sè già molto affascinante e, chi ha avuto il piacere di vederla almeno una volta, non mi può contraddire, ma vederla tutta addobbata a festa e, soprattutto, liberata dalla calca dei turisti, grazie alle transenne che delimitano lo spazio per i ciclisti, la rende ancora più attraente.

Una manifestazione che ha una lunga esperienza, ma che sta subendo un lento, ma continuo, ed immeritato, calo di presenze.

L'organizzazione è veramente ottimale e, dopo tanti anni, non lascia certo nulla al caso.
Il percorso è forse un pò troppo duro per un finale di stagione, soprattutto in questi ultimi anni, dove il calendario così folto di manifestazioni, spinge i ciclofondisti a "correre" tutte le domeniche da febbraio ad agosto, giungendo a settembre stanchi e, a volte, anche un pò nauseati.
Ne fa le spese questa bella manifestazione che offre ai ciclisti tre percorsi di indubbia bellezza, soprattutto il percorso "rosso" da "180 e passa" chilometri, e ben oltre  i 3000m di dislivello.

Anche Giove Pluvio non è mai stato benevolo con il generoso Ballini, tanto da dare la pessima nomea alla manifestazione de "la granfondo dove tanto piove". Questa edizione, però, ha dimostrato che la pioggia non viene fornita nel pacco gara e che il bel tempo può apparire anche senza particolari danze tribali.

L'Arsenale austriaco
Costruito a metà ottocento dagli austriaci, che gli dettero l’aspetta di un castello medioevale in stile neoromanico, l'Arsenale FRANZ JOSEPH DER ERSTE è quasi un tutt’uno con Castelvecchio, a cui li lega il magnifico Ponte Scaligero.

Durante la dominazione austriaca Verona fu un'importante piazzaforte militare e molte sue infrastrutture furono rafforzate per inserirla nella linea difensiva denominata QUADRILATERO, che includeva anche Mantova, Pastrengo e Legnago. In città e provincia vennero realizzati Forti e strade militari che mutarono l'assetto urbano.

L'unico forte che si discosta da queste caratteristiche è l'Arsenale Franz Joseph der Erste, costruito tra il 1840 ed il 1861 nella zona nord di Verona, quasi unito a Castelvecchio tramite il Ponte Scaligero. Ricorda infatti un castello medioevale in stile neoromanico e sorge su una superficie di 62 mila metri quadrati, con una planimetria simile a quella dell'ARSENALE DI VIENNA. (fonte Verona.net)
Tutta la logistica, come i servizi di segreteria, la consegna dei pettorali, il noleggio del chip, piuttosto che il ritiro del pacco gara e il pasta party, sono stati inseriti all'interno dell'Arsenale, posto a poche centinaia di metri da piazza Brà, zona di partenza e arrivo dei ciclisti.

Il limitato numero di iscritti - ahimè, poco sotto le 800 unità - ha però agevolato tutte le operazioni preliminari senza incappare in lunghe e noiose code.

A tutti gli iscritti, le gentili signorine addette ai pacchi gara, hanno consegnato una scatola contenente due pacchi di pasta fresca Avesani, una bottiglia di vino bianco, una bottiglia di sali, una barretta e una borraccia della Isostad, e una busta al cui interno c'erano un cappellino della Berner e una minipompa.

Durante la prime ore del mattino di domenica, l'Arena di Verona, è stata testimone della metamorfosi che ha subito piazza Brà. Da sobrio salotto scaligero, la piazza è stata trasformata con i numerosi striscioni e archi gonfiabili, nella sede di una grande festa sportiva.

Tre i percorsi proposti dall'organizzazione, con altrettante partenze, in quanto ogni percorso, vede un suo "start", facendo in modo che ogni gruppo possa partire con la velocità più consona.

Il percorso Rosso, quello da leggenda, è il primo a partire, alle 8.00 in punto. A dare il via è il botto dell'archibugio,
magistralmente gestito dagli archibugieri, in abiti medioevali. Il primo tratto di circa 20km è di pianura, che porta ad iniziare la prima salita, e viene percorso con andatura turistica con tanto di moto ad evitare colpi di testa da parte dei ciclisti.
Da qui il via ufficiale, per andare ad affrontare il terribile Monte Baldo. I primi chilometri pedalabili fino a Ferrara, poi la scalata ai 1600mslm della vetta, immersi tra prati e alpeggi, con tanto di mucche incuriosite da questo strano via-vai.
Una lunga e tecnica discesa porta al fondo valle e quindi ad affrontare una decina di chilometri di pianura prima di dare il via alla cronoscalata Peri-Fosse, e proseguire salendo fino al Passo del Branchetto, posto anch'esso a 1600mslm.

Ancora una lunga discesa, interrotta solo dal breve strappo di Cerro Veronese, per continuare sino all'abitato di Verona. Mancano sei chilometri all'arrivo quando si affronta l'ultima fatica di giornata: le Torricelle. Una salitella di un paio di chilometri, decisamente facile, ma che, dopo 180km, può fare veramente male. Dalla cima, resta solo la discesa per giungere nel centro storico di Verona e a piazza Brà, dopo 183km e 3500m di dislivello.

Il percorso Verde, che parte 15 minuti dopo, misura 150km con un migliaio di metri di dislivello in meno del fratello maggiore, con il quale condivide la maggior parte del percorso, saltando a piè pari il Passo del Branchetto.

Il percorso Giallo, il più facile, parte invece alle 8.30, e conta solo 97km con 1050m di dislivello. Due le erte da affrontare. La Peri-Fosse e le Torricelle.

Quasi scontata la cronaca della corsa della granfondo. La prima selezione avviene già sulla prima salita verso Ferrara di Monte Baldo, dove il gruppo di testa conta solo nove ciclisti: la cicli Maggi al gran completo con Matteo Cappè, Andrea Beconcini, Devis Miorin, Gianluca Cavalli e Vincenzo Pisani, quindi, Simone Sguerri (Genetik), Emanuele Ristori (Ciclistica Grassina), Roberto Cunico (Beraldo Cicli), Ersilio Fantini (MG.K Vis-LGL-Viner-Miche) e Luca Fioretti (Viner Factory Team Nautilus).
Gli ultimi 10km che portano al valico, con punte al 19%, fanno male a molti, tanto che a scollinare restano solo in sei, avendo perso Cappè, Fantini e Miorin, capaci però di rientrare nel tratto di pianura prima della Peri-Fosse, salita nella quale lasceranno definitivamente il battistrada. Scatti e controscatti, la lotta ai vertici è serrata. Ognuno tenta l'azione, ma nessuno riesce a prendere il volo. Tant'è che sono proprio le Torricelle a decidere la corsa.
Qui perde contatto Ristori, Cunico resta leggermente attardato e all'uscita dell'ultima curva sono in quattro a presentarsi alla volata, dove Luca Fioretti, abruzzese, ex pro, classe 1984, ha già preso il binario giusto e con tutta la forza rimastagli, lancia la bicicletta di una "misura" davanti agli altri.

Vittoria per Fioretti a braccia alzate, in 5h 40' 25". Secondo posto per il militare Pisani e terza piazza per un inossidabile Sguerri. Quarto Beconcini, quinto il veneto Cunico e sesto il toscano Ristori.
Tra le donne la vittoria va a Barbara De Col (Teknobikes team) che chiude la sua prova i4.44.17n 7h 29' 33". Bisogna attendere 24' per vedere giungere Barbara Zambotti (Emporio del Ciclo). Chiude il podio Nicoletta Grassi (Pol. S.Giorgio Ugo Bike).

Fuga a sei sul percorso Verde. Sono ancora le Torricelle a fare la differenza e lanciare verso il traguardo la coppia Simone Orsucci e Maurizio Bachini, toscani del Team San Ginese, dove a passare per primo sotto lo striscione sarà proprio Orsucci con il tempo di 4h 44' 17". Volata a due degli immediati inseguitori, David Van Orsdel (Avesani Bike) e Tiziano Lombardi (Ke Forma Pedale Santarcangiolese), che vede il portacolori del team dei "locali" a salire sul terzo gradino del podio.
Arrivi separati per le prime tre donne della mediofondo. La prima a giungere a Verona è stata Marina Ilmer (Vinschqau Arsv) in 5h 14' 55". Dietro di lei, con 8' di ritardo, Cristina Boldrini (Battaglin Team) e a concludere il podio Monica Cuel (Ezio Borgna Cycling Team).

Il percorso Giallo, più corto, ha visto la vittoria di Cesare De Vittorio (Turrina Cycling Team) che, con le sue 2h 46' 50",  ha preceduto di una trentina di secondi la volata regolata da Alain Seletto (Miccoli Sport) ai danni di Claudio Vezzani (Avesani Bike).
Solo 11 minuti dopo il primo uomo è giunta Serena Gazzini (L'Arcobaleno Carraro Team) che con il tempo di 2h 57' 38", è salita sul gradino più alto del podio, affiancata da Marta Tedesco (Sportclick Team.It) e da Marisa Coato (Green Team).

Che soddisfazione, giungere all'arrivo, stanchi, stravolti, ma con un folto pubblico, grazie anche ai numerosi turisti incuriositi, a fare da sfondo allo striscione del traguardo.

Una doccia e, perchè no anche un massaggio, all'Arsenale, per terminare la giornata con il pasta party, che ha servito un piatto di pasta, ovviamente Avesani, una scaloppina, un panino, mele a volontà e acqua.

Concludendo, bisogna sfatare la brutta nomea della granfondo piovosa, visto che in questa edizione il sole è stato l'attore principale della giornata. Una granfondo forse un tantino dura per il periodo di fine stagione, nel quale è sistemata, ma che ha un fascino, senza ombra di dubbio, incantevole.


(23 settembre 2010)

Granfondo uomini
1 Luca Fioretti Viner Factory Team-Nautilus 5.40.25
2 Vincenzo Pisani Esercito Gs 5.40.26
3 Simone Sguerri Genetik Cycling Team 5.40.26
4 Andrea Beconcini Maggi 2010 Frw 5.40.26
5 Roberto Cunico Beraldo Cicli 5.40.29
 

Granfondo donne
1 Barbara De Col Teknobikes Team 7.29.33
2 Barbara Zambotti Emporio Del Ciclo 7.53.28
3 Nicoletta Grassi Pol. S.Giorgio Ugo Bike 7.56.21
 

 

Mediofondo uomini
1 Simone Orsucci Cicloteam San Ginese 4.44.17
2 Maurizio Bachini Cicloteam San Ginese 4.44.18
3 David Van Orsdel Avesani Bike 4.44.55
4 Tiziano Lombardi Ke Forma Pedale Santarcangiolese 4.44.55
5 Jacopo Bettoni Orobica Team 4.45.43
 

Mediofondo donne
1 Marina Ilmer Vinschqau Arsv 5.14.55
2 Cristina Boldrini Battaglin Team 5.22.50
3 Monica Cuel Ezio Borgna Cycling Team 5.42.12
4 Monica Sartogo Granzon Team 6.05.04
5 Francesca Lonardelli L'Arcobaleno Carraro Team 6.11.44
 

 

Fondo uomini
1 Cesare De Vittorio Turrina Cycling Team 2.46.50
2 Alain Seletto Miccoli Sport 2.47.28
3 Claudio Vezzani Avesani Bike 2.47.47
4 Massimiliano Miglioranzi Bussola Team 2.47.48
5 Davide Spiazzi Avesani Bike 2.47.49
 

Fondo donne
1 Serena Gazzini L'Arcobaleno Carraro Team 2.57.38
2 Marta Tedesco Sportclick Team.It 3.06.24
3 Marisa Coato Green Team 3.07.07
4 Francesca Tibaldi Laufer Club Bolzano 3.15.36
5 Laura Fossali Arona Amatori Ac 3.17.25

Il ritiro del pettorale

Quale migliore sfondo per una foto?

L'archibugio dà lo start

Il gruppo esce dalla città

Si scorre il Parco dell'Adige


Tanto il personale della Protezione Civile

Nulla può disturbare le mucche

Ciò che non si vorrebbe mai vedere!

Ma lo spettacolo ripaga dello sforzo

Che spettacolo!

Pace e tranquillità... globale

Questa sì che è una discesa

Affascinante

Inizia la cronoscalata

Un'immagine è meglio di mille parole

Stanchi, ma in cima

Il lungo continua però a salire

Un panorama che annulla ogni fatica

Anche il Branchetto è andato

"Ma sti due dove vanno?", pensò la mucca

Torricelle: l'ultima fatica

Antiche mura e bici in carbonio

Pasta party all'Arsenale

La granfondo è valida come Campionato Italiano Maestri di Sci

La prima donna sul percorso lungo

Vincitrice percorso corto

Vincitore percorso corto

Vincitori percorso medio

Fioretti vince la granfondo

martedì 21 settembre 2010

GRANDE OPERAZIONE ANTI DOPING DEI NAS. IMPLICATO ANCHE UN PUBBLICITARIO DELLA RIVISTA BICISPORT

Ancora un a mega operazione antidoping dei Nas. E questa volta nella rete finiscono anche un corridore ciclista professionista ben conosciuto e un pubblicitario colombiano che collabora da tre anni con la rivista specializzata Bicisport. Come se non bastassero i ciclisti e i prepatori infangare questo sport insomma ora ci si mettono anche quelli della comunicazione specializzata in questo caso al servizio della Compagnia Editoriale, diretta da Sergio Neri.
Per quanto riguarda il ciclista si tratta di Enrico Rossi, fratello di Vania, l'atleta già a suo tempo coinvolta in una vicenda di doping ematico (ed uscita assolta) dopo gli ultimi campionati italiani di ciclocross. Stamane i Carabinieri dei Nas hanno eseguito nelle province di Roma e Rimini cinque ordini di custodia cautelare in carcere emessi dal gip del Tribunale di Perugia, nei confronti del fratello della compagna del più noto Riccardo Riccò di Giorfi Galli, cicloamatore di Torriana (Rimini) di un colombiano residente a Roma, il procacciatore pubblciitario della sede centrale di Bicisport, Vanegas, Sanchez Nicolas un farmacista, Leonardo Scolpiniti ed una infemiera ospedalier, , Chiara Ferri, impiegata presso un nososcomio romano del Prenestino. Le accuse sono pesanti: associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze dopanti, utilizzate da atleti appartenenti a squadre di ciclismo professionistiche e dilettantistiche.
Indagate in stato di libertà, per i medesimi reati, altre 35 persone, tra ciclisti amatoriali e professionisti, medici sportivi, preparatori atletici, farmacisti e frequentatori di palestre. Nel gruppo ci sono 6 ciclisti professionisti, 15 cicloamatori, 2 medici sportivi, un preparatore atletico un massaggiatore, due farmacisti 4 frequentatori di palestre e 4 persone comuni.
Nell'ambito dell'operazione sono state eseguite 40 perquisizioni domiciliari e personali nelle province di Roma, Rimini, Forlì-Cesena, Modena, Prato, Bergamo, Reggio Emilia, Milano, Pistoia, Parma, Latina, Perugia e Bari. Perquisizioni che hanno fatto seguito ad unì'operazione analoga fatta nel giugno scorso e che complessivamente hanno fruttato il sequestro di 150 confezioni fra anabolizzanti (alcuni anche destinati al mercato animale), epo di tutti i tipi, antiinfiammatori, stimolanti e farmaci mascheranti l'assunzione di prodotti dopanti. Rossi per gli inquirenti è il personaggio chiave dell'inchiesta, nata dalla denuncia di uno degli ultimi allenatori di Riccardo Riccò che si è rivolto ai Carabinieri di Perugia per segnalare la ricezioni sms nei quali ignoti gli chiedeveno di procacciare o di specificare le modalità d'uso di sostanze dopanti. A casa del Galli sono stati trovati faramaci proibiti, che, secondo le indagini, erano a disposizione di Rossi, che a sua volta ne avrebbe destinata una parte ad altri corridori della sua squadra e di altre squadre.
Un traffico vero e proprio. A casa di Rossi nell'ultima prequisizione, stamane è stata sequestrata una tenda ipobarica, usata per simulare l'allenamento in quota (aumenta il trasporto di ossigeno ai muscoli) vietata in Italia dalla legge 276/2000. L'aveva acquistata poco tempo fa da una altro ciclista al prezzo di circa 3.000 euro proprio nel periodo successivo alle indagini che lo avevano coinvolto e di cui probabilmente aveva avuto sentore.
Il Venagas lavora da circa tre anni con la Dea, l'agenzia di pubblicità della rivista Bicisport, come procacciatore di pubblicità. Inoltre agli inquirenti risulta avesse scritto qualche articolo per una rivista telematica (Tuttobiciweb). Il Vanegas era l'anello di congiunzione fra Galli, che deteneva i prodotti proibiti e i vari destinatari, come risulta da numerose intercettazioni ambientali.

giovedì 16 settembre 2010

PARTITO IL CIRCUITO TERRE DI SIENA STRADA & MTB

Con la “Granfondo della Valdarbia”, disputata a Monteroni d'Arbia domenica 5 settembre 2010, ha preso il via il Circuito Terre di Siena Strada & MTB. Ventidue sono gli abbonati al Circuito-Brevetto che sottoscrivendo l’abbonamento hanno guadagnato la possibilità di partecipare alle prove successive partendo in griglia preferenziale.
Il prossimo appuntamento è domenica 19 settembre con la 21^ “Granfondo del Brunello e della Val D’Orcia”. Tutte le informazioni: www.bikemontalcino.it
Si ricorda che il circuito “brevetterà” tutti coloro che porteranno a termine le 4 prove con un premio di riconoscimento, mentre è prevista una classifica agonistica per i primi 5 classificati (assoluti) del Circuito. Alla classifica potranno partecipare tutti coloro che hanno portato a termine i percorsi “lunghi” delle 4 prove.
Ricordiamo che le 4 prove sono:

15ª Fondo della Val d’Arbia (strada) - 5 settembre a Monteroni d’Arbia – percorsi: 130 km - 81 km – 51 km organizzazione: Ciclistica Val d’Arbia

21^ Granfondo del Brunello e della Val d’Orcia (mtb) - 19 settembre a Montalcino – percorsi: 62 km – 38 km organizzazione: Orso on Bike

4^ Mediofondo Colline del Chianti Val d’Elsa - Daniele Righi (strada) - 26 settembre a Poggibonsi - percorsi: 102 km - 56 km organizzazione: Team Perugini gomme

16^ Sinalunga Bike (mtb) - 3 ottobre a Sinalunga – percorsi: 58 km – 23 km organizzazione: Donkey Bike Sinalunga.

INFO
web www.terredisienastradaemtb.it

martedì 14 settembre 2010

South Garda Road: una seconda edizione ricchi premi e trofei in palio

La seconda edizione della South Garda Road sta entrando nel vivo e si avvicina al via con tante novità che arricchiscono e completano una gara che, seppur giovane, rappresenta un appuntamento importante di fine stagione, in una cornice, quella del Lago, davvero suggestiva.
Il 2 e 3 Ottobre saranno due giorni di festa, non solo ciclistica, con i numerosi eventi collaterali che già da Sabato coinvolgeranno ciclisti, appassionati ma soprattutto cittadini e turisti che affollano come di consueto la città bresciana.
Domenica spazio alle tre gare in programma con partenza per tutti alle ore 9.00 con ingresso in griglia alle ore 8.00 per tre percorsi tra cui scegliere: Granfondo di 126 km e 1411 metri di dislivello, Mediofondo di 97 km per 982 metri di dislivello, e il Fondo di 66 km per 422 metri di dislivello.
Tante le categorie in cui saranno suddivisi i numerosi atleti previsti al via: gli uomini in Cadetti (anni 19-27), Juniores (28-32), Seniores (33-39), Veterani (40-47), Gentlemen (48-55), Super Gentlemen (56-70) mentre per le donne ci saranno due categorie, prima fascia (19-39) e seconda (40-70).
Ricchi premi aspettano chi arriverà nelle posizioni di testa: per la Granfondo e il Mediofondo saranno premiati i primi tre, maschili e femminili, assoluti e i primi cinque, maschili e femminili, di ogni categoria. Per il percorso Fondo saranno invece premiati solo i primi cinque assoluti.
Verranno inoltre premiate le prime 10 società con maggiore numero di partecipanti, sommando tutti e tre i percorsi.
Ma i premi non finiscono qui, saranno infatti ben tre i Trofei in palio nella gara bresciana: Il Trofeo Città di Desenzano del Garda, il Trofeo Carrera Biciclette e il Trofeo Fantini.
Il Trofeo Città di Desenzano del Garda andrà alla vincitrice assoluta femminile del percorso Granfondo, il Trofeo Carrera è riservato ai possessori di bici Carrera e premierà il primo classificato, maschile e femminile, di ogni percorso. Per partecipare a quest’ultimo oltre ad iscriversi regolarmente alla manifestazione gli atleti dovranno inviare il numero di telaio di una Carrera e dichiarare di esserne possessori .
Il Trofeo Fantini, messo in palio dall’omonimo sponsor, premierà il primo classificato assoluto maschile delle Granfondo e a consegnarlo sarà la titolare dell’azienda, la Sig.ra Daniela Fantini che commenta così la scelta di sponsorizzare la gara bresciana:
“Abbiamo deciso di sponsorizzare la South Garda Road perché crediamo nel progetto organizzativo, in questo sport che premia i sacrifici che gli atleti fanno durante l’anno ed è simbolo di uno stile di vita sano e di una grande forza di volontà, necessaria a volte più delle stesse capacità tecniche. Io lo so bene, sono l’unica donna a capo di un’azienda in settore a prevalenza maschile, e non è sempre facile emergere, spesso ci vuole il doppio della fatica, ma i risultati si vedono. Per questo incito tutti gli atleti ad impegnarsi al massimo per raggiungere i loro obiettivi. Siamo felici di come l’organizzazione si sta muovendo per preparare al meglio questa grande festa che coinvolgerà tutti. Io, mio marito e i miei due figli, saremo presenti e siamo orgogliosi di poter consegnare il nostro primo Trofeo Fantini.”

INFO
Tazio Palvarini
info@sportnaturetour.com
http://gardabike.webhat.it

lunedì 13 settembre 2010

GRAN FONDO COLNAGO: ENTRA FRA LE "OVER 3,500" E CORONA UNA BELLA EDIZIONE

IACENZA - Geograficamente e politicamente, Piacenza è in Emilia-Romagna (e più precisamente in Emilia, per i puristi), ma è posta a ridosso della linea di demarcazione geografica sul confine lombardo, tanto da non essere in Lombardia per soli 500m e il con Po lì a fare la guardia al confine.
Questa vicinanza la si percepisce. Viaggiando sulla tangenziale si ha modo di sorpassare un camion pieno zeppo di pomodori da conserva a ricordare l'estrazione agricola della cittadina, ma anche di incrociare uno dei tanti mezzi delle varie compagnie di gestione logistica che hanno fatto di Piacenza un nodo prioritario di comunicazione.
Non per niente da quest'anno la Granfondo Colnago è entrata a far parte della Coppa Lombardia, la challenge capitanata e diretta da Vittorio Mevio che, in regione, vanta un ottimo successo di partecipazione.
Successo che Mevio si è trascinato anche a Piacenza, tanto da fare raggiungere la manifestazione (onori anche al Prestigio), verso la quota di 3700 iscritti, facendola così balzare tra le over 3500!

Che dire dell'organizzazione perfetta che, giunta ormai alla sesta edizione, non ha lasciato nulla al caso e si è fatta trovare pronta a gestire questa fiumana di persone.
Il pacco gara consegnato in questa edizione, nella sua versione base (ovvero senza la maglia commemorativa che prevedeva una quota aggiuntiva), conteneva al suo interno un berrettino da baseball e un paio di manicotti griffati Colnago, una confezione di Fruit&Go della Noberasco, una sportina di salse Biffi, alcuni campionici vari, una borraccia e tre integratori della Enervit. Un set di gadget di tutto rispetto.

Con una presenza della manifestazione ad un tal numero di circuiti (Coppa Lombardia, Prestigio e Camp. Ital. UDACE), è un vero rebus riuscire a creare delle griglie assennate che mettano d'accordo tutti, tant'è che si è fatto il possibile, ma qualcuno è rimasto scontento. A sentire le varie richieste dei singoli si può trarre la conclusione che tutti, ma proprio tutti, vorrebbero partire in prima griglia, cosa ovviamente impossibile.


La partenza, preannunciata dalle parole del nuovo speaker valdostano Paolo Mei, già corridore di ottimo livello, ora prestato a tale attività, ha seguito lo "standard Colnago", ovvero tutti pancia a terra sino allo strappo di Vidiano, all'attacco del quale la media del ciclocomputer segnava 45km/h. Il percorso, che in questa edizione avrebbe dovuto presentare l'inedita salita di Groppo Arcelli, ha dovuto invece tornare in fretta e furia al percorso canonico, visto che il comune in questione non è riuscito ad asfaltare un tratto di strada interessato da un cantiere.

Quindi, di fatto, i tre percorsi sono rimasti immutati. Il percorso cicloturistico da 70km e 600m di dislivello, è stato caratterizzato da diversi tratti vallonati e due salite: Momeliano decisamente facile e lo strappo di Bagnolo, decisamente più insidioso di circa 3,5 km.

Il percorso Medio Fondo da 125km e 1700m, ha visto lo stesso tracciato del Granfondo,  escludendo però il Passo S.Barbara, alleggerendosi di un migliaio di metri di dislivello.
Il percorso Gran Fondo è stato caratterizzato da tre salite principali, più lo strappo finale del Bagnolo. Sono stati scalati, in successione, il Passo Caldarola, prennunciato dal terribile strappo di Vidiano, l'impegnativo Passo Santa Barbara che con i suoi 18km e strappi a volte anche impegnativi, lascia nelle gambe un ricordo non troppo piacevole, quindi il facile Passo del Cerro, comune anche alla mediofondo, per giungere all'insidioso strappo di Bagnolo con punte bel oltre le due cifre. Quando la fatica sembra terminata, si deve mettere ancora in conto i 16km di pianura contro vento per raggiungere Piacenza, percorrendo così 156km e 2700m di dislivello.

Strade completamente blindate e senza traffico, in entrambe i sensi di marcia. Uno numero considerevole di moto staffette hanno fatto le veci degli angeli custodi ai vari gruppi che si andavano via via formando. Alcuni tratti di strada decisamente mal ridotti (le casse comunali di moltissime amministrazioni sono state raschiate già da un bel pezzo ormai), sono stati perfettamente segnalati sia con della segnaletica orizzontale sia con del numeroso personale a dimenarsi e a urlare fino a perdere la voce.

Ottimamente gestiti i ristori che, oltre a essere ben posizionati, erano anche provvisti di ogni necessità.


La comodità di avere la zona logistica alla Fiera di Piacenza, per i ciclisti, è veramente grande. Tutti i servizi sono a portata di mano, docce comprese. Pochi passi e si raggiungere il pasta party, posto all'interno dei padiglioni, assicurando così un'ottima "location" anche in caso di brutto tempo.
Sempre all'interno anche il palco delle premiazioni, permettendo così a tutti, di assistere alla cerimonia.
Ottimo e abbondante il pasta party, rapido e funzionale per la quasi totalità della giornata, fino a che un problema tecnico/organizzativo dell'azienda di catering che ha in gestione in pasta party, non ha fermato le code. Problema poi risolto e che fortunatamente non ha coinvolto un elevato numero di ciclisti.
Pasta, focaccia, coppa piacentina (ovviamente), un frutto, una banana e acqua, e la mitica supercrostata, sono stati serviti ad atleti e accompagnatori.

La granfondo l'ha vinta in volata il piemontese Gianluca Cavalli, in forza al Team Maggi Frw, che ha regolato il trentino Antonio Corradini, porta colori del Viner Factory Team Nautilus e Hubert Krys, del team Giordana Cipollini Tuttosport.com. Una fuga a otto elementi che prende forma sul Passo Caldarola e che resta così unita sino all'arrivo, dove è appunto la volata a decretare il podio.
Tra le donne, dominio incontrastato di Barbara Lancioni, del Team Sintesi-Vittoria-Copparo-Castelli, che lascia dietro di sè Monica Bandini del team Tubozeta-Mg.K Vis-Somec e Raffaella Carloni del Team Deka Faentina.

La mediofondo l'ha vinta nella volata a tre, William Dazzani del Team Sintesi-Vittoria-Copparo-Castelli. Si spartiscono il podio Mirko Bruschi del Team Pulinet che giunge secondo e Niki Giussani del Team Carimate Kuota che sale sul terzo gradino.

Vittoria femminile per la trentina Serena Gazzini (L'arcobaleno Carraro Team), ai danni della piacentina Roberta Anselmi del VO2 team e della valenzana Raffaella Palombo del Team Cinelli Glass'nGo.

Anche quest'anno, quindi, una gran bella festa che è riuscita a fare divertire i 3024 ciclisti che hanno raggiunto il traguardo.



CLASSIFICHE

Granfondo: 156km
1 Gianluca Cavalli Team Maggi Frw 04:27:29
2 Antonio Corradini Viner Factory Team-Nautilus 04:27:29
3 Hubert Krys Giordana Cipollini Tuttosport.Com 04:27:29
4 Simone Sguerri Genetik Cycling Team Asd 04:27:29
5 Andrea Beconcini Team Maggi Frw 04:27:30
 


1 Barbara Lancioni Sintesi-Vittoria-Copparo- Castelli 04:56:03
2 Monica Bandini Tubozeta Mg K Vis Somec 05:00:01
3 Raffaella Carloni Team Deka Faentina 05:06:50
4 Daniela Gaggini Veloplus Makakoteam 05:09:22
5 Cristina Leonetti Team Cinelli Glass'Ngo 05:08:48
 


Mediofondo: 125km
1 William Dazzani Asd Cicli Copparo Ancona 03:17:20
2 Mirko Bruschi Asd Team Pulinet 03:17:21
3 Niki Giussani Team Carimate Kuota 03:17:22
4 Carlo Capitelli Velo Club Pontenure 03:18:42
5 Massimo Boglia G.A. Cicli Boglia Team Colnago 03:18:42




90 Serena Gazzini L'Arcobaleno Carraro Team 03:30:49
161 Roberta Anselmi Asd Vo2 Team 03:38:07
172 Raffaella Palombo Team Cinelli Glass'Ngo 03:39:53
179 Maria Cristina Prati Gs Cicli Matteoni Frw 03:39:53
186 Monica Bonfanti G.S. Massi' Supermercati 03:43:35

venerdì 3 settembre 2010

IL CICLISTA DIVENTA SEMPRE PIU' HI-TECH

A prova di ladri, che si snoda e si arrotola intorno a un palo. Pur sempre con due ruote ma senza sellino o pedali. Sofisticata, in stile Bauhaus, acciaio e cuoio. La stagione d'oro della bicicletta come mezzo di trasporto passa dalla fantasia dei designer, scatenati a immaginare soluzioni ardite per trasformarla in un mezzo per sfidare il traffico urbano. Alcune soluzioni sono in mostra alla Eurobike di Friedrichshafen, la più grande esposizione europea dedicata alle bici che si è aperta ieri in Germania, altre sono prototipi, innovazioni pluripremiate.

Come la "bicicletta avvolgibile", due ruote che diventano una catena, inventata dal poco più che ventenne designer inglese Kevin Scott, (primo premio del Business design centre inglese), la Dreamslide che si vede a Parigi, immaginata da Jean Marc Gobillard dove si pedala, sì, ma restando in piedi. Una mezz'ora di esercizio e via. Prima ancora una bicicletta di quarta generazione come la Victor Bike del canadese Robillard, o pezzi d'arte come la BauBike del danese Jakobsen. Piacciono agli americani le "balance bike", senza pedali, per bambini anche di un anno, arrivate dall'Europa e che, scrive il Wall Street Journal, registrano un'impennata di vendite.

Tante idee nel genere mignon: la Brompton, detta il "coltellino svizzero", premiata dalla Regina Elisabetta, e in Italia - dove si sconta un ritardo rispetto al nord Europa nell'uso e nelle infrastrutture - potremmo vedere nelle strade quella disegnata dall'architetto Alessandro Belli. Ultraleggera e compattabile, piccola da entrare in uno zaino (pesa 4 chili, con un motore elettrico e ruote di 35 centimetri). Prototipo di veicolo minimo pensato per budget contenuti, segnalato al XXI Compasso d'oro. "La bici è un oggetto apparentemente semplice, ma le componenti sono frutto di un'evoluzione che si è sviluppata in 140 anni", dice Belli. "La sfida è ottenere un oggetto che sfrutti il meglio nel campo dei materiali per una nuova forma di mobilità". Sulle pieghevoli la sfida resta aperta: "Dei 120 milioni di bici vendute nel mercato mondiale, solo 300mila l'anno - continua - restano pesanti e costose". La "sua" ora è al centro di un progetto per produrla di cui si occupa un consorzio di 7 partner finanziato dall'Unione europea con 2,2 milioni di euro.

La due ruote ce la mette tutta per conquistare le città. "La cultura della bici come mezzo di spostamento comincia appena a diffondersi in Italia", chiarisce Piero Nigrelli, responsabile bici dell'Ancma-Confindustria, l'associazione dei produttori. "A Copenhagen l'obiettivo è che la metà della popolazione si sposti in bici entro il 2015, noi procediamo a macchia di leopardo con città come Ferrara dove è un mezzo diffuso e altre che non hanno le ciclabili". "La ricerca di modelli alternativi è un tentativo di diversificazione per distinguere dalla massa un oggetto semplice: per le bici da corsa l'attenzione è sui materiali; per quelle da città privilegiamo comfort e personalizzazione, per farne un oggetto fashion", dice Antonella Nigro, communication and marketing manager della Montante, eccellenza del made in Italy all'estero dove esporta il 60% della produzione. Modelli degli anni '30 in chiave contemporanea. E dalla storica Bianchi, Federica Algeri chiarisce: "Il consumatore vuole una bici-camaleonte che risponde a esigenze diverse e la gamma ibrida, via di mezzo tra mountain bike e bici da corsa, va per la maggiore".

giovedì 2 settembre 2010

Domenica 26 settembre L'Eroica Rosa e L'Eroica Espoirs Emozioni sulle strade bianche della Provincia di Siena per donne elite, elite sc e under 23

La prima settimana di settembre introduce all'Eroica, la cicloturistica d'epoca in programma a Gaiole in Chianti (SI) domenica 3 ottobre, evento divenuto ormai un appuntamento imperdibile per gli appassionati che desiderano provare le emozioni del ciclismo intramontabile, quello dei campioni di un tempo, in uno scenario che riscopre i valori autentici e garantisce suggestioni indimenticabili.
Quest'anno le emozioni inizieranno almeno dieci giorni prima e si rinnoveranno ogni giorno, con iniziative diverse nel campo della cultura, dell'intrattenimento, del turismo enogastronomico, della solidarietà e del benessere.
Tra tutte, quella che suggerisce i toni più forti ed entusiasti fra gli agonisti è la nascita dell'Eroica Rosa che va ad affiancare l'Eroica Espoirs già proposta con successo nel 2009.
Entrambi gli appuntamenti sono in programma domenica 26 settembre; il primo, l'Eroica Rosa, è rivolto alle donne elite e si disputerà su un percorso di km 117, caratterizzato da sei settori di strada bianca, con partenza alle ore 9.
L'Eroica Espoirs si disputerà su una distanza di km 160 su un percorso che prevede nove settori di strada bianca e partenza alle ore 13.30. Al via corridori elite sc e under 23.
L'Eroica Rosa e l'Eroica Espoirs costituiranno anche l'occasione per conoscere da vicino il Circuito Permanente dell'Eroica che si snoda per 200 chilometri nel cuore delle Terre di Siena attraversando il Chianti, le Crete e la Val D'Orcia compiendo un viaggio nell'essenza artistica del leggendario paesaggio toscano. Luoghi, momenti e atmosfere si susseguono in armonica alternanza su strade che vanno a scoprire borghi e vigneti, boschi e oliveti, antiche piazze e pascoli. Non si tratta di un itinerario pianeggiante, dunque va affrontato con lo spirito del viaggio lento che permette le atmosfese di luoghi tutti da pedalare. Il tracciato consente, in base alle proprie capacità e al grado di allenamento, di pianificare un viaggio a tappe potendo contare sull'ospitalità dei vari alloggi che si incontrano lungo il percorso.