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venerdì 22 ottobre 2010

GRAN FONDO USA 2011: CINQUE EVENTI DA CINQUE STELLE


Il movimento sportivo negli Stati Uniti sta vivendo un particolare “rinascimento” ciclistico: ciò che anni fa era animato da un ristretto gruppo di appassionati, oggi è diventato un vero e proprio fenomeno di massa. Chi ha contributo allo sviluppo e alla crescita del movimento è stata certamente la società Gran Fondo USA, fondata da Matteo Gerevini e Rob Klingensmith per l’organizzazione di eventi ciclistici in nord America. Manifestazioni sportive di grande respiro con un forte imprinting italiano, in grado di unire lo spirito di aggregazione di una granfondo con la vetrina della miglior produzione ciclistica di casa nostra e dell’Italian Life Style, quest’ultimo sempre apprezzato in terra americana.
Dopo la prima edizione di una granfondo negli Stati Uniti, a San Diego nel marzo 2009, con al via più di mille partecipanti, la società organizzatrice italoamericana ha triplicato le adesioni all’inizio del 2010, schierando il numero record di 3.000 concorrenti.
Ma il 2010 verrà ricordato anche per un’altra nascita, questa volta sulla costa est: ad agosto ai blocchi di partenza della Gran Fondo Colnago Philadelphia c’erano 1.700 ciclisti, in un tripudio generale. «L’idea di creare ed esportare un format organizzativo delle granfondo italiane si è verificato vincente – ha commentato Matteo Gerevini – perché abbiamo colto nel segno ciò che gli americani amano, ovvero lo stile e la qualità del Bel Paese».
E sull’onda dei successi di queste due prime annate, Gran Fondo USA è al lavoro per pianificare il 2011 che vedrà un calendario fitto di impegni. «Il prossimo anno abbiamo deciso di organizzare altri tre eventi oltre ai due già consolidati – ha aggiunto Rob Klingensmith – e questo rappresenta per noi una sfida impegnativa ma che, siamo certi, raccoglierà ampio consenso in tutta l’America».
E allora eccoli i cinque eventi: dalla Gran Fondo Colnago San Diego (l’unica che al momento ha la data confermata del 10 aprile 2011 e che ha posto il tetto massimo di 5.000 iscritti) si sale a nord per la Gran Fondo Colnago Los Angeles nel mese di giugno. Ad agosto si “migra” verso la est coast per la seconda edizione della Gran Fondo Colnago Philadelphia, con la spettacolare partenza di fronte al Museum of Art. Non poteva mancare un grande evento nella capitale che sarà la Gran Fondo Colnago Washington D.C. e chiuderà il calendario la Gran Fondo Colnago Miami in Florida.
«Cinque grandi eventi in cinque grandi città, con partenza e arrivo nel cuore della metropoli, questo il leit-motiv che unisce le nostre granfondo – sintetizza Matteo Gerevini – e che rappresentano la chiave di successo delle manifestazioni». Un successo che non ha trovato impreparato l’azienda Colnago che ha creduto sin dalla prima edizione nella Gran Fondo San Diego, e che ha confermato il proprio ruolo di sponsor anche per la cinquina del prossimo anno: «Negli Stati Uniti il movimento ciclistico sta crescendo e noi abbiamo identificato in Gran Fondo USA il nostro interlocutore per veicolare la nostra immagine – ha commentato Ernesto Colnago – e siamo convinti che il nord America possa offrire ancora margini di crescita, soprattutto per i prodotti di alta gamma come i nostri».
Nel pool degli sponsor, oltre all’azienda milanese, anche aziende italiane del settore turistico e del comparto agroalimentare, le due offerte del Made in Italy che troveranno negli eventi di Gran Fondo USA una straordinaria vetrina e visibilità.
Per informazioni: www.granfondousa.com

sabato 16 ottobre 2010

La Granfondo di Laigueglia diventa Internazionale




LAIGUEGLIA (SV) - La Granfondo di Laigueglia 2011 apre le proprie porte al Mondo, acquisendo la qualifica di Internazionale, caratteristica che le permette di entrare nel più vasto calendario UCI.
Un salto di qualità della manifestazione ligure, che si merita a pieno titolo, data la sua capacità di offrire al ciclista - ma in primis al turista - unpiccolo angolo di Paradiso.

Il percorso, unico, da 115km e 1200m di dislivello, resta immutato dalla precedente edizione. Prevede la prima ascesa verso Vendone e Aquila d’Arroscia, per ridiscendere a Villanova d’Albenga ed affrontare così il mitico Passo del Ginestro, sul quale verranno serviti i panini con la salsiccia cotta alla brace all’istante.

Una tra le maggiori novità del 2011, sarà l’inserimento della prova all’interno della Coppa Lombardia. La Granfondo Internazionale Laigueglia, non porterà punti al computo circuito lombardo, ma potrà essere scelta come opzione in fase di abbonamento, al fine di effettuare l’iscrizione ad un prezzo agevolato.

La Granfondo Internazionale Laigueglia, partirà da corso Badarò, domenica 13 febbraio alle ore 10.00, sei giorni prima della corsa professionistica GP Laigueglia, che storicamente dà il via ufficiale alla stagione del ciclismo professionistico.
Un valido motivo per concedersi una settimana di ferie nella Riviera delle Palme, lontani dal freddo Nord, e godersi due eventi ciclistici di grande rilievo.


CIRCUITI
Coppa Liguria, Coppa Lombardia, Giro delle Regioni

QUOTE
30 euro entro il 5 febbraio. Poi, direttamente sul posto, sabato 12 e domenica 13 febbraio, al costo di 35 euro.

DISTRIBUZIONE
Sabato 12 febbraio dalle ore 14:00 alle 19:30 e domenica 13 dalle 6:30 alle 9:30 presso il Palazzetto dello Sport, in piazzale S. Sebastiano, a Laigueglia.

RITROVO - PARTENZA
Domenica 13 febbraio in corso Badarò. Partenza alle ore 10:00

GRIGLIE DI PARTENZA
Come da Regolamento del Giro delle Regioni e circuito regionale di appartenenza

CRONOMETRAGGIO

ChampionChip

INFO ALBERGHI

A breve sul sito www.granfondolaigueglia.com saranno presentati tutti i pacchetti e le info.

ISCRIZIONI

Dal 1° novembre 2010 ed entro le ore 20:00 di sabato 5 febbraio, pagando la quota tramite c.c. postale n. 40515272 o c.c. bancario IBAN IT 73 A 05216 11010 000000012243 del Credito Valtellinese di Sondrio intestati a G.S. Alpi, casella postale 127 – 23100 Sondrio. Inviare via fax al n. 0342.355292 copia del modulo, del versamento e della tessera. Procedura on line sul sito www.sdam.it. Sul posto sabato 12 febbraio (dalle ore 14:00 alle 19:30) e domenica 13 (dalle ore 6:30 alle 9:30) con una soprattassa di 5 euro.

lunedì 11 ottobre 2010

Si è chiuso ufficialmente il 12° Giro del Granducato di Toscana

testo Enrico Cavallini
foto Playfull



E' stato messo il sigillo anche alla 12ª edizione del Giro del Granducato di Toscana che, al Grand Hotel San Marco a Casciana Terme, ha visto la cerimonia delle premiazioni.
 

Tutti i premiati di categoria del Giro del Granducato di Toscana
CASCIANA TERME (PI) - E' stato il Grand Hotel San Marco a Casciana Terme (PI), il teatro delle premiazioni finali della 12a edizione del Giro del Granducato di Toscana, che si sono tenute sabato 9 ottobre.

Un'ambientazione di grande pregio e di stile all'interno della struttura della cittadina termale, che ha conferito alle premiazioni stesse un tocco di classe.

A prendervi parte, il sindaco di Casciana Terme, Giorgio Vannozzi, il direttore delle Terme di Casciana, sponsor del circuito, nonchè responsabile dell'hotel Villa Borri, Alberto Naldini, la responsabile del marketing del Grand Hotel San Marco, Dolores Reggianini e Lido Pisaneschi, consigliere regionale della FCI.

La sala messa gentilmente a disposizione dal Grand Hotel San Marco, è stata totalmente riempita dai numerosissim premiati che hanno colto l'occasione per potersi incontrare e salutare in vista dello stop invernale.

Al termine delle premiazioni, è stata effettuata l'estrazione a sorte di numerosi premi, tra cui anche i due ambiti soggiorni di un week-end per due persone presso le Terme Villa Borri.

A concludere il pomeriggio è stato il graditissimo buffet offerto dall'hotel, che ha servito ai partecipanti prelibati stuzzichini che sono andati letteralmete a ruba.

Tutti gli organizzatori del Giro del Graducato di Toscana, ringraziano gli abbonati del 2010, con l'augurio di poterli rivedere nella 13a edizione del 2011, nella quale si vedranno numerose novità, ma che verranno svelata più avanti.


(11 ottobre 2010)




La sala gremìta di gente

Il Sindaco Giorgio Vannozzi

Il direttore Alberto Naldini

lunedì 4 ottobre 2010

L'EROICA, IN 3400 DA TUTTO IL MONDO SULLE STRADE BIANCHE DEL CHIANTI






Mille colori, mille emozioni, mille e mille storie da raccontare lungo le strade bianche dell’Eroica che hanno regalato come sempre una giornata indimenticabile, iniziata in piena notte con il collegamento video con i mondiali in corso di svolgimento in Australia. Mille emozioni e forse anche più e più, che i ciclisti hanno vissuto curva dopo curva, sterrato dopo sterrato, pedalata dopo pedalata da Gaiole in Chianti lungo tutti i quattro percorsi disponibili, vissuti con intensità dagli oltre 3400 ciclisti da tutto il mondo.

L’Eroica è vissuta come l’icona del ciclismo intramontabile, legato ai miti di uno sport antico, mai vecchio, che in oltre cento anni ha regalato immagini e leggende che si tramandano di generazione in generazione, come le specialissime usate da questi veri e propri giganti della strada, giganti per passione e amore per il ciclismo e per la sua straordinaria storia.

Oggi a Gaiole in Chianti ognuno ha scritto la propria storia a pedali, con la fatica, il sudore, il brivido di un inferno di strade bianche dalle quali sono usciti con una o più aneddoti da raccontare da domani ad amici e parenti.

Come quella di Algis Oleknavicius che ha fatto parte della squadra nazionale tedesca per dieci anni anche alle Olimpiadi del 1964 nell’inseguimento a squadre. Algis ha raggiunto Gaiole in Chianti da una settimana con la famiglia al seguito. Prima ha visitato musei e città poi, finalmente, oggi è stato il grande momento di mettere in moto gambe e fantasia per il suo amore per la bicicletta e partecipare all’Eroica: “Tutto è andato a meraviglia, partecipare è stato molto divertente – questo il suo commento tra un panino e un bicchiere di buon Chianti a metà percorso -.

Jean Claude Subert è francese; anche lui ha portato la moglie Catherine a conoscere la Toscana e le bellezze della provincia di Siena. Anche lei, alla fine, ha deciso di salire in sella per pedalare sul percorso più breve. La coppia ha suscitato molto interesse per l’abbigliamento d’epoca ricercatissimo con il quale ha vissuto il clima dell’Eroica: “Arrivederci al prossimo anno”, hanno giurato partendo per il nord.

Dalla Germania, zona di Monaco di Baviera, è arrivata Tania Seidl che ha viaggiato da sola in macchina insieme ad una bicicletta degli anni ’80. Voleva venire con un’amica che poi non se l’è sentita così Tania ha finito per rimanere un’intera settimana nel Chianti; “Peggio per lei – ha detto – qui sono stata benissimo e conto di tornare anche l’anno prossimo”.

C’è perfino chi, per partecipare all’Eroica, ha guidato ben 17 ore di seguito. L’ha fatto Justin Dickens dallo Yorkshire per festeggiare il suo trentottesimo compleanno: “mi sono fermato solo a bere caffè e fare rifornimento ma ne valeva proprio la pena perchè qui è magnifico – ha dichiarato a bocca piena di salame e ribollita – Poi Justin ha raccontato anche di un tour che ha già vissuto in Inghilterra; il Tweed Run che più o meno ricorda l’Eroica per i suoi aspetti vintage e storici. Justin, forse colpa del Chianti, è stato un fiume di parole: “Sono un appassionato del vintage; a casa ho dodici biciclette d’epoca”. Gli abbiamo chiesto che tipo di lavoro facesse: “Vendo abiti, naturalmente vintage, dall’epoca vittoriana in poi”.

Marc Winnikoff da Santa Barbara in California ha letto dell’Eroica nella rivista Outside e dopo vari tentativi finalmente è riuscito a venire in Italia. Come? gli abbiamo chiesto: “Ho portato la famiglia in vacanza in Olanda, poi ho detto loro che in Toscana avrei voluto partecipare all’Eroica così sono scappato via già mercoledì. Vedete? – ha poi aggiunto – ho fatto fare la maglia appositamente per partecipare con una divisa particolare”

David Delahunty, invece, è arrivato da Dublino con la ragazza Lucy Jackson. Volo fino a Pisa, poi treno da lì a Firenze, quindi altro treno fino a Montevarchi. Gli ultimi kilometri li hanno fatti in bicicletta: “Abbiamo partecipato grazie alla passione per le bici d’epoca”, hanno detto alla vigilia. David finora ne ha collezionate otto che restaura lui stesso. David è ispirato dai nomi dei grandi campioni del ciclismo irlandese, ovviamente Stephen Roche e Sean Kelly. Di loro ammira la resistenza e la determinazione. Anche gli irlandesi restano più di una settimana in Toscana per godersi il paesaggio, la cultura, l’ottimo cibo e il buon vino. Dormono in tenda che, con l’umidità della notte dello stadio di calcio di Gaiole in Chianti, non deve essere il massimo della vita normale. Forse però lo è della vita a pedali nella quale ogni sacrificio è ripagato dalla gioia. La gioia di aver compiuto anche quest’anno una vera e propria impresa e vinto la sfida con se stessi: “Siamo molto soddisfatti del riscontro che l’Eroica ottiene tra gli appassionati di tutto il mondo – ha commentato Furio Giannini, presidente dell’Associazione Sportiva L’Eroica – Circa 500 hanno partecipato al percorso più lungo; ciò vuol dire che lo spirito eroico è sempre più forte ed affascina sempre più, sia i ciclisti che le loro famiglie”.

mercoledì 29 settembre 2010

CICLOMUNDI: E’ STATA UNA TERZA EDIZIONE DENSA DI SPUNTI PER UN’ITALIA A MISURA DI BICI




TESTO E FOTO FABRIZIO LODI

SIENA - “Evitare il rischio della riserva indiana”. E’ stato questo uno dei temi affrontati nel corso della terza edizione di Ciclomundi, svoltasi dal 24 al 26 settembre nella centralissima e spettacolare piazza del Duomo in quel di Siena.

Per chi non lo sapesse Ciclomundi è il primo Festival Nazionale del viaggio in bicicletta, dedicato a professionisti ed amanti delle Due Ruote. Si tratta di una vera e propria festa della bicicletta, celebrata come simbolo del viaggio lento ed ecosostenibile che è stato caratterizzato da animazioni, spettacoli, incontri con i cicloviaggiatori, tavole rotonde, laboratori, mostre, un settore espositivo dedicato al turismo a pedali ed escursioni nelle Terre di Siena.
Ciclomundi è stata l’occasione per sognare, con la consueta carrellata di ciclo-viaggiatori no-limits, ma anche per discutere sulla bicicletta come strumento di trasformazione sociale in tempi di crisi economica, grazie alla presenza, fra gli altri, di Chris Carlsson (il “guru” di Critical Mass) e dell’economista Tito Boeri. Per non parlare degli spettacoli, dallo show travolgente di Guido Foddis al reading di Giuseppe Cederna, ispirato dal libro “La mia prima bicicletta”, fino alla musica del gruppo dei Tetes de Bois, che hanno presentato in anteprima il loro primo video in 18 anni di carriera, con una strepitosa Margherita Hack nei panni di Alfonsina Strada!

Dicevamo della… riserva indiana! Ovvero del rischio della ghettizzazione che potrebbe colpire alcuni movimenti metropolitani degli amanti della bici. Un tema lanciato dal moderatore Luca Conti, programmista Rai e ciclista urbano, che ha parlato della necessità di fare sentire le istanze di chi pedala nelle metropoli attraverso la voce di propri rappresentati politici.
La tavola rotonda, svoltasi domenica 26, ha affrontato poi il tema delle esperienze di lavoro a pedali nelle città. In particolare Francesco Ricci e Corrado Scimmia hanno affrontato le incredibili difficoltà, che hanno strappato molte risate amare, legate alle loro iniziative per ottenere i permessi per servizi di risciò rispettivamente a Firenze e Roma. Esperienze che hanno grandi potenzialità che però rischiano seriamente di rimanere inespresse a causa di una burocrazia degna del migliore teatro dell’assurdo.
Fabio Masotti, esponente della Fiab senese, ha posto l’accento sulla necessità di rompere il binomio automatico bici-attività sportiva, o bici-agonismo. «Le due ruote devono essere viste – ha detto –non solo per fare sport ma come mezzo alternativo per gli spostamenti urbani e su questo deve nascere la politica deve accendere i fari».

Un altro momento importante è stato quello dell’incontro mattutino di sabato 25 che ha affrontato il tema del viaggio, ovviamente sui pedali, lungo le strade della civiltà.
Ormai, è stato detto, il paesaggio è diventato solo un… cartello stradale, le strade non sono più un bene condiviso ma solo una sorta di “vestito” cucito sulle esigenze dei motori. Invece la strada dovrebbe permettere la percezione del paesaggio.
Ecco dunque il tema delle strade bianche, un bene che in Toscana è stato rivalutato e tutelato grazie anche all’opera di organizzatori quali Giancarlo Brocci, l’ideatore della gran fondo “L’Eroica”. Strade dunque destinate a un modo di muoversi alternativo, quello amato dai “senza fretta”.
Si è parlato con il presidente della Provincia di Siena, Simone Bezzini, del progetto della rivalutazione della Via Francigena, approvato già dal Ministero dei Beni Culturali. Un progetto, di cui però si chiesta una parziale revisione, che potrebbe creare una via ciclabile e pedonale di grandissimo pregio paesaggistico e culturale.
Molto interessanti poi gli esempi di “strade salvate e recuperate” portati da Patrizia Vaschetto e da Alain Bernard. La prima ha parlato di come la strada che conduce al Nivolet nel Parco Nazionale del Gran Paradiso sia stata sottratta praticamente al traffico privato a motore e come questo abbia salvato da un lato l’ecoflora e dall’altra abbia dato un notevole impulso al turismo.
Il secondo, presidente della Fondazione Les Amis de Paris-Roubaix ha invece mostrato come si stiano salvando le rotte del pavè della Parigi-Roubaix che solo pochi anni fa sembrano destinate all’estinzione.

Insomma Ciclomundi è stato un momento di riflessione profonda ma anche di leggerezza fatta di spettacoli e musica. Un connubio che ci sembra abbia colto nel segno e che speriamo possa servire ai ciclisti urbani e al movimento della slow bike ad uscire da quella… riserva indiana di cui abbiamo parlato all’inizio del nostro servizio




martedì 28 settembre 2010

ARCHIVIATA CON PIENO SUCCESSO LA 3ª GRAN FONDO NOBERASCO

testo Enrico Cavallini
foto Playfull




ALBENGA (SV), 26 settembre 2010 – E’ stato un vero tripudio la terza edizione della Granfondo Noberasco, che si è tenuta presso gli stabilimenti della ditta Noberasco, nel fine settimana di sabato 25 e domenica 26 settembre, al fine di celebrare l’anniversario del 102° anno di vita dell’azienda.

Una kermesse di due giorni che ha visto nella giornata di sabato la gara di mountain-bike riservata ai più piccini, di età compresa tra i 5 e i 12 anni. Quasi 200 i piccoli ciclisti che si sono cimentati sul percorso tecnico sterrato, creato da Noberasco in via permanente, che costituisce la pista di addestamento della scuola di MTB dell’ UCLA. Un anello con curve paraboliche e salti, che hanno permesso loro di dare sfogo a tutte le loro capacità tecniche.
Un vero spettacolo che ha intrattenuto "in primis" i ragazzini, impegnati agonisticamente sul percorso, sfidandosi tra salti e derapate, ma anche per i genitori e i tanti ciclisti presenti che si sono goduti il pomeriggio. Un ottimo lavoro svolto da Alessandro Saccu e da tutto lo staff dell'UC Laigueglia, che negli ultimi anni si è impegnato profondamente nella cultura ciclistica rivolta ai più giovani.
La gara, ufficiale di Federazione per le categorie G1-G6, era valida anche come ultima prova del Campionato Provinciale. La cerimonia di premiazione ha visto così indossare le maglie da Campione Provinciale.

Sempre nella giornata di sabato i ciclisti hanno letteralmente invaso la zona degli stabilimenti, trasformata in villaggio espositivo dalle numerose aziende di settore che hanno esposto i loro prodotti. Contemporaneamente si sono svolte le operazioni pre-gara, quali le nuove iscrizioni, il ritiro del pettorale e del relativo pacco gara.
A tutti gli iscritti è stato consegnata una comoda borsa all'interno della quale hanno trovato posto, un ottimo kit di prodotti Noberasco, un barattolo di pesto ligure, una confezione di confetti Mental, una borraccia e degli integratori della Multipower.

Poco prima di cena, ai presenti, è stato offerto un graditissimo aperitivo, con numerose prelibatezze, confezionate con i prodotti Noberasco. Un "happening" decisamente apprezzato dai ciclisti, ma soprattutto dagli accompagnatori che hanno reso il giusto onore ai vari stuzzichini, soprattutto quelli meno dietetici, sardine fritte  "in primis".

Ancora alla domenica mattina, una lunga fila di ciclisti si è incolonnata davanti la postazione delle nuove iscrizioni,  portando il computo totale degli iscritti a 850. Un numero di tutto rispetto, considerando il periodo della stagione e la poca voglia rimasta di fare fatica.

Tutti ingrigliati quindi in viale Martiri della Libertà, nel centro di Albenga, pronti a prendere il via allo start del sindaco, sig.ra Rosalia Guarnieri, in compagnia dell’assessore al turismo, spettacolo, e manifestazioni, sig. Mauro Vannucci e l'assessore alle politiche sociali, volontariato e politiche giovani, sig. Eraldo Ciangherotti. In prima griglia, in sella alle loro biciclette, stoici nell'affrontare il percorso, anche Gian Benedetto Noberasco con il n. 1, Gabriele Noberasco con il n.2 e Andrea Mentolli, dir. amm.vo Noberasco, con il n. 3.
Ospite d’onore il neo pro nella Zheroquadro Ideal Team Radenska, Manuele Caddeo.

Alle ore 9.30, con un lancio di coriandoli bianchi e verdi, ad omaggiare i colori Noberasco, la corsa ha mosso le prime pedalate, per andare ad affrontare i due percorsi proposti dall'organizzazione.

I ciclisti hanno affrontato la splendida e verde Valle Pennavaire, che ha li condotti a Castelbianco, quindi a Nasino e da qui, sconfinando in provincia di Cuneo, verso Alto, Caprauna e alla cima del colle posta a 1375m slm. Qui una veloce e tecnica discesa ha portato i ciclisti sino a Ponti di Nava, dove era posto il bivio dei percorsi. I mediofondisti hanno continuato sulla statale andando ad affrontare il facile Colle di Nava, per dirigersi, attraverso un tratto di mangia-e-bevi, a Mendatica, riunendosi con il percorso della granfondo. I granfondisti hanno invece svoltato a destra, imboccando la valle del Tanaro, risalendola sino a Viozene, quindi Upega, da dove l'ultimo abbrivio all'interno del bosco, ha portato allo scollinamento sulla Colletta delle Salse a 1620m slm, in provincia di Imperia. Non resta che tornare ad Albenga. Una veloce discesa li ha portati fino all'abitato di Monesi, da cui ha seguito un tratto di sali-scendi, per giungere a Mendatica e iniziare la lunga discesa che li ha riportati ad Albenga, dove i mediofondisti hanno terminato la loro prova in 110km e 1600m di dislivello, mentre i granfondisti hanno accumulato 132km e 2550m di dislivello.

Sono 239 i ciclisti che hanno portato a termine di percorso lungo e la vittoria è andata al toscano Simone Sguerri, portacolori del Genetik Cycling Team, che ha chiuso la corsa dopo una golappata solitaria di 4h 04’ 04”. Quasi sette, i minuti che si sono dovuti attendere per vedere giungere il gruppo degli inseguitori, pronti a disputare la volata per l’assegnazione delle posizioni di rincalzo.

Tra le donne, la più veloce è stata la spezzina Daniela Passalacqua, che ha chiuso la sua prestazione, in sole 4h 27’ 04”, giungendo in 31° posizione assoluta. Anche in questo caso si è dovuto attendere parecchio per vedere giungere la seconda donna.

Sul percorso corto si sono impegnati ben 512 ciclisti, praticamente il doppio rispetto a quello più impegnativo. E’ stato il laiguegliese Roberto Pistis, in forza all’UC Laigueglia Pacan Bagutti, società co-organizzatrice la manifestazione, ma in divisa ufficiale Noberasco, a vincere la corsa in 3h 03’ 05”. Poco più di tre minuti il distacco con il gruppo degli inseguitori.
La vittoria femminile è andata alla valenzana Raffaella Palombo, in casacca Team Cinelli Glass’nGo, che con le sue 3h 24’ 41”, si è assicurata il gradino più alto del podio.

Una nota di colore. I fratelli Gian Benedetto e Gabriele Noberasco, si sono piazzati rispettivamente 494° e 499° sul percorso corto.

Dopo un primo tratto a velocità controllata, necessario per uscire dal centro abitato senza problemi, la corsa prende vita già al via volante, con un primo tentativo di fuga, che, sotto la spinta del gruppo, viene raggiunta a Nasino, all'inizio della salita vera. Qui è Simone Sguerri a lanciare l'azione. Alla sua ruota si aggancia il biellese Michel Chocol, portacolori del Team Acquatec Free Bike, ma che è poi costretto a mantenere un passo meno brioso lasciando andare il toscano. Sguerri giunge allo scollinamento con un buon margine, mentre le ultime rampe sfaldano il gruppo degli inseguitori. La discesa favorisce gli arditi, tanto che il professionista Caddeo e Roberto Pistis, che queste strade le conoscono come le proprie tasche, riescono addirittura a rientrare su Sguerri. Al bivio dei percorsi, Pistis sceglie per una vittoria certa e svolta sul percorso corto, mentre Sguerri continua la sua cavalcata solitaria.

Ad inseguirlo uno sparuto gruppetto di quattro elementi, con Matteo Podestà (Kuota Carimate), Michel Chocol, Emiliano Dell'Oriente (Ciclistica Arnasco) e Matteo Cassini (Giordana Cipollini Tuttosport.com). Nulla da fare per loro che vedono il fuggitivo allontanarsi sempre più (in realtà da Nasino, non lo hanno mai più rivisto se non all'arrivo). Sulle rampe di Viozene sono Chocol e Podestà a sganciarsi e tentare un'azione personale, che però termina poco dopo Monesi, dove vengono ripresi dal gruppetto inseguitore forte di sette elementi. Inutile lottare contro i mulini a vento e soprattutto contro gli ultimi 40km che il vento lo hanno contrario, lasciandosi così riassorbire. La situazione, a Ponti di Pornassio, vede Sguerri solitario e nove inseguitori con oltre sei minuti di ritardo. La vittoria del toscano è ormai scontata, mentre le posizioni di rincalzo vengono decise nella volata, ben regolata da Chocol seguito a ruota da Leonardo Viglione (Mondo Bike), che sale così per la prima volta sul podio di una granfondo.

Epilogo simile per la mediofondo, con Pistis e Caddeo a cavalcare solitari verso il traguardo dove il pro, non essendo questa una "sua" corsa, l'abbandona lasciando le luci della ribalta a Roberto Pistis, in divisa Noberasco. Al loro inseguimento sono Niki Giussani (Kuota Carimate), Yuri Droz e Roberto Napolitano (Team Cinelli Glass'nGo). E' la volata a determinare il podio, dove è Giussani (2°) ad avere lo spunto migliore, seguito da Napolitano (3°), quindi Droz ai piedi del podio.

La corsa femminile vede, sul percorso lungo, il dominio della ligure Daniela Passalacqua. Secondo posto per la torinese Olga Cappiello del Team Cinelli Glass'nGo e terza piazza per Monica De Palma (Ezio Borgna Cycling Team).
Vittoria della valenza Raffaella Palombo del Team Cinelli Glass'nGo sul percorso corto, seguita dalla genovese Patrizia Cabella (Zena Pro Bike) e dalla giovane lituana Tatyana Kaliakina (Kuota Carimate).

Al termine delle fatiche, un succulento pranzo ha rifocillato gli atleti, in attesa della premiazioni, che hanno visto salire sul palco i primi cinque di ogni categoria, sia per il percorso lungo che quello corto. Un vero e proprio pranzo con pasta al pesto o al sughetto di pesce, arrosto di lonza e patatine, macedonia, ananas, banane, arance e acqua.

Soddisfatti ed entusiasti dell’ottima riuscita della manifestazione, i titolari dell’azienda, hanno ringraziato tutto lo staff interno e l’apparato organizzativo del GS Alpi, capeggiato da Vittorio Mevio, congiuntamente all’UC Laigueglia, coordinato da Alessandro Saccu, dando appuntamento al prossimo anno per la 4° edizione.


CLASSIFICHE
Mediofondo maschile
1
Roberto Pistis
U.C. Laiguelia Pacan Bagutti
3.03.05
2
Niki Giussani
Team Carimate Kuota
3.06.22
3
Roberto Napolitano
Team Cinelli Glass'Ngo
3.06.24
4
Yuri Droz
Team Cinelli Glass'Ngo
3.06.26
5
Luca Garsi
Pol Cral Vigili Del Fuoco
3.09.50
 
Mediofondo femminile
1
Raffaella Palombo
Team Cinelli Glass'Ngo
3.24.41
2
Patrizia Cabella
Zena Pro Bike
3.27.31
3
Tatyana Kaliakina
Team Carimate Kuota
3.33.08
4
Sabrina De Marchi
Asd Bici & Bike Ecoflam
3.35.47
5
Ilaria Zavanone
Individuale
3.42.32
 
Granfondo maschile
1
Simone Sguerri
Genetik Cycling Teas Asd
4.04.04
2
Michel Chocol
Team Acquatec Free Bike
4.10.52
3
Leonardo Viglione
G.S. Mondo Bike
4.10.52
4
Fabio Oliveri
Bikestore Cycling Team
4.10.53
5
Emanuele Ristori
Gs Ciclisti Grassina
4.10.53
 
Granfondo femminile
1
Daniela Passalacqua
Gc Eurobike Genova
4.27.04
2
Olga Cappiello
Team Cinelli Glass'Ngo
4.45.39
3
Monica De Palma
Asd Uc Ezio Borgna Cycling Team
5.05.24
4
Roberta Fiorani
Cicli Spreafico Veloplus
5.15.32
5
Maddalena Sesiani
Polisportiva Pettenasco
5.18.37

venerdì 24 settembre 2010

NASCE 5 STARS LEAGUE: LE MAGGIORI GRAN FONDO UNITE PER UN CICLISMO DAVVERO "PULITO"


Presentato a Roma, al Salone d’Onore del Coni, Five Stars League, il circuito granfondistico che comprende cinque delle maggiori prove italiane: Nove Colli, Maratona dles Dolomites, Sportful Dolomiti Race, Felice Gimondi e lapinarello Cycling Marathon.
Sono intervenuti Gianluca Santilli (Presidente Petit Velo e Procuratore Federale FCI), il Ministro della Salute Ferruccio Fazio, il Segretario Generale del Coni Raffaele Pagnozzi, il Presidente della Commissione Tutela Salute Luigi Simonetto ed i rappresentanti delle 5 gran fondo
Le 5 stelle delle più importanti gran fondo amatoriali italiane che dal 2011 inibiranno la partecipazione ai Master Gold (gli ex professionisti passati alle gare amatoriali).
L’accesso dei partecipanti  al ranking sarà assoggettato alla sottoscrizione di un rigoroso protocollo sanitario che contempla controlli periodici a tutela della salute. Saranno effettuati prima e dopo la gara controlli ematici e delle urine. FSL avrà un regolamento unico e sarà gestita da un Comitato composto dagli organizzatori e dai rappresentanti FCI.
Tra gli obiettivi dell’iniziativa, durissime sanzioni per chi non rispetta l'ambiente ed una nuova etica sportiva che  favorirà la riscoperta del ciclismo realmente amatoriale.
Il Petit Vélo è l'unica associazione partner dell'iniziativa ed il portale Vainbici.it sarà il riferimento web di Five Stars League.

FiveStars League rappresneta la risposta a diversi problemi posti sul campo in questi anni, primo fra tutti quello di disincentivare gli eccessi agonistici e di proporre una nuova etica sportiva. Massima attenzione sarà posta alla salute dei partecipanti e al tema della sostenibilità ambientale, incentivando comportamenti virtuosi e ad “emissioni zero”.
«Le gran fondo – ha detto il ministro Fazio – sono la dimostrazione concreta di una scelta di vita per quanti vogliono immergersi nella natura, socializzare, star bene. Chi vi ha partecipato però, sa bene che queste manifestazioni vivono una presenza “duale”. La maggior parte partecipa per il gusto di esserci, una piccola percentuale la vive come esasperato momento agonistico. Un’esasperazione che ha finito per stravolgere il senso originario di questi momenti. Bisognava fare qualcosa. Appena insediato due anni fa, ho affrontato il problema doping. Ci siamo impegnati ad aumentare i controlli oltre che appoggiare campagne di sensibilizzazione come questa di Five Stars. Ma non solo. Abbiamo creato un percorso di formazione specifico per i Nas nella lotta al doping. Il problema non sono solo gli atleti, ma anche e soprattutto la catena di distribuzione, farmacie e Internet. Stiamo facendo sul serio e siamo determinati, con voi, a riconsegnare agli amatori il vero spirito delle granfondo».
«La bici come stile di vita – ha ricordato il presidente Di Rocco – vuol dire soprattutto rispetto della salute, della sicurezza e dell’ambiente. Sono queste le direttrici sulle quali ci siamo mossi in questi anni e che, grazie alle buone pratiche realizzate dagli organizzatori delle manifestazioni coinvolte, adesso diventano un progetto unitario e coerente. Con questa iniziativa la Federazione vuole cambiare passo anche nel settore amatoriale. Siamo sempre più determinati a realizzare quello che serve per migliorare il nostro sport».
«Il progetto è nato perché la Federazione, organizzatori e semplici società come Petit Velo Asd, un'associazione che da sempre si distingue per l'attenzione ai temi dell'etica sportiva, della salute e della solidarietà – ha detto l’avv. Gianluca Santilli - si sono posti il problema di rendere meno esasperate le granfondo. È nata così la Champion League del ciclismo, in cui, però, più che il risultato, si esalta il rispetto della nuova etica che è poi la riscoperta dello spirito originario delle granfondo. Five Star League è inoltre un format innovativo dal punto di vista della gestione dei diritti e del marketing, con un coordinamento e regolamento comune».
«Il tentativo di questo progetto – ha ricordato il dott. Luigi Simonetto - è quello di rendere più trasparente il ciclismo amatoriale, creando una rete di attenzioni che tutela la saluta degli atleti. Chi ha competenza sui controlli antidoping, ovvero il Ministero, ha assicurato la massima attenzione. Per quanto riguarda la tutela della salute, invece, come Federazione ci siamo impegnati di estendere le attenzioni che già adesso si rivolgono all’attività agonistica».
In chiusura dei lavori, Ivan Piol, in rappresentanza degli organizzatori, ha descritto nei dettagli gli aspetti legati al regolamento unico, commentando: «È un sogno e non mi sembra ancora vero che si sia realizzato».
Per quanto riguarda le pratiche virtuose rispettose dell’ambiente, ha parlato Michil Costa: «Quello che è accaduto sul Falzarego nel 2009 non deve più accadere. Mi entusiasma sapere che una carta gettata sul Falzarego non sarà più gettata nell’anno successivo in nessuna delle Five Stars. Dobbiamo rendere consapevoli i partecipanti che il ciclismo fa bene alla salute ed anche all’ambiente. Impossibile? Non esistono passi impossibili da scalare, ma soltanto passi che richiedono più tempo».